Giubileo della Misericordia

Papa Francesco incontra il Patriarca Kirill

Giubileo

Sul suolo cubano si è fatta la storia della Chiesa. Papa Francesco ha fortemente voluto incontrare il patriarca Kirill. Un incontro che non avveniva dallo scisma del 1054. "Camminiamo insieme, siamo fratelli", ha affermato il Santo Padre.

L’incontro dei rappresentanti tra le Chiese cristiane d'Oriente e Occidente, avvenuto il 12 febbraio scorso, è iniziato con uno scambio sincero. “Finalmente, fratello: è chiaro che questa è la volontà di Dio", ha detto Papa Francesco toccandosi il cuore; "anche se le nostre difficoltà non si sono ancora appianate c'è la possibilità di incontrarci e questo è bello", ha risposto il primate russo. “È stata una discussione fraterna, con piena responsabilità per la propria Chiesa, il popolo credente, il futuro del cristianesimo e della civiltà umana", ha detto Kirill dopo aver firmato la dichiarazione congiunta delle due Chiese.

"I risultati di questo colloquio - ha aggiunto il patriarca - mi permettono di dire che le nostre due Chiese possono lavorare insieme difendendo il cristianesimo in tutto il mondo e con piena responsabilità affinché non ci sia più la guerra, ovunque la vita umana sia rispettata e si rafforzino le fondamenta della morale della famiglia e della persona". La dichiarazione congiunta si concentra a lungo sulla politica medio-orientale: "In Siria e in Iraq la violenza ha già causato migliaia di vittime, lasciando milioni di persone senza tetto né risorse. Esortiamo la comunità internazionale ad unirsi per porre fine alla violenza e al terrorismo e, nello stesso tempo, a contribuire attraverso il dialogo ad un rapido ristabilimento della pace civile. È essenziale assicurare un aiuto umanitario su larga scala alle popolazioni martoriate e ai tanti rifugiati nei paesi confinanti. Parlando di integralismo, i due esponenti religiosi hanno dichiarato quando siano "assolutamente inaccettabili i tentativi di giustificare azioni criminali con slogan religiosi. Nessun crimine può essere commesso in nome di Dio, perché Dio non è un Dio di disordine, ma di pace".

Papa Francesco e il Patriarca Kirill hanno anche parlato di famiglia cristiana, consumismo e migranti: "Non possiamo rimanere indifferenti alla sorte di milioni di migranti e di rifugiati che bussano alla porta dei Paesi ricchi".

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