Giubileo della Misericordia

Papa Francesco incontra il Corpo Diplomatico

Giubileo

La settimana di papa Francesco inizia con l’incontro con il Corpo Diplomatico che si è svolto nella mattinata di lunedì 11 gennaio. Il Santo Padre ha augurato un buon 2016 ai rappresentati diplomatici della Santa Sede con un discorso che ha affrontato i temi della fame nel mondo, l’immigrazione, la questione israelo-palestinese e il terrorismo.
Il Papa ha iniziato il suo discorso dicendo che "ogni esperienza religiosa autenticamente vissuta non può che promuovere la pace. Chi dice di credere in Dio deve essere anche un uomo di pace e di misericordia. Non si può mai uccidere in nome di Dio".

Papa Francesco si è poi lungamente concentrato sul tema dei migranti. “I massicci sbarchi sulle coste del Vecchio Continente sembrano far vacillare il sistema di accoglienza, costruito faticosamente sulle ceneri del secondo conflitto mondiale e che costituisce ancora un faro di umanità cui riferirsi”. Il Papa ha rivolto un “pensiero speciale all’Europa”, che “nel corso dell’ultimo anno è stata interessata da un imponente flusso di profughi – dei quali hanno trovato la morte nel tentativo di raggiungerla – che non ha precedenti nella sua storia recente, nemmeno al termine della seconda guerra mondiale”. “Di fronte all’imponenza dei flussi e agli inevitabili problemi connessi – la fotografia di Francesco – sono sorti non pochi interrogativi sulle reali possibilità di ricezione e di adattamento delle persone, sulla modifica della compagine culturale e sociale dei Paesi di accoglienza, come pure sul ridisegnarsi di alcuni equilibri geo-politici regionali. Altrettanto rilevanti sono i timori per la sicurezza, esasperati oltremodo dalla dilagante minaccia del terrorismo internazionale”.

Papa Francesco ha poi voluto ringraziare l’Italia, in prima linea nel salvataggio di moltissime vite umane e Paese in cui si è manifestata un profondo spirito di solidarietà. “l’Europa, aiutata dal suo grande patrimonio culturale e religioso ha gli strumenti per difendere la centralità della persona umana e per trovare il giusto equilibrio fra il duplice dovere morale di tutelare i diritti dei propri cittadini e quello di garantire l’assistenza e l’accoglienza dei migranti”. Il Papa esorta a non dimenticare che “tutta la Bibbia ci narra la storia di un’umanità in cammino" e che “il Signore accompagna ogni persona, soprattutto chi è in difficoltà". Infine si rivolge ai potenti del mondo, chiedendo loro di "rimettere la persona al centro di ogni decisione politica, nel rispetto delle reciproche differenze"

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