Giubileo della Misericordia

Roma nascosta

Arte & Cultura

Roma non è fatta solo di monumenti imponenti, di reperti archeologici senza tempo, di chiese stupende e piazze meravigliose. C’è infatti una Roma diversa, lontana dai classici percorsi turistici ma non per questo meno affascinante.

La Roma delle periferie storiche, dei quartieri popolari è infatti sempre più al centro dell’attenzione dei romani e dei turisti più attenti a vivere un’esperienza autentica. Scopriamo insieme alcuni quartieri da visitare assolutamente e prima di cominciare trova i ristoranti dove fare una pausa ristoro!

Garbatella
Un quartiere popolare sorto nel 1918 alla periferia di Roma. Oggi è considerato il primo rione fuori le Mura ed è diventato un quartiere di tendenza, ricco di ristoranti e luoghi di ritrovo per tanti romani giovani e meno giovani. La sensazione che si ha camminando per le sue strade è di trovarsi in un piccolo paese, staccato dal caos della Capitale. Lo stile architettonico dei suoi edifici è riconducibile al cosiddetto “barocchetto romano” e trova ispirazione nel concetto di “lotto”: un complesso di case unifamiliari dotate di cortili interni e circondate da piccoli terreni agricoli. Da vedere: la fontana Carlotta, la scala degli innamorati, in via Brollo dove si può leggere la scritta “Vota Garibaldi Lista N°1” risalente alle elezioni del 1948, gli alberghi suburbani e, in particolare, l’albergo rosso il cui orologio per moltissimo tempo è rimasto fermo sulle 11:25, orario dell’inizio dei bombardamenti su Roma del 1944.

Piccola Londra
Pochissimi romani conoscono questa piccola via, sita nel quartiere Flaminio. La piccola Londra, al secolo via Bernardo Celentano, è una strada privata alla quale si accede da via Flaminia 287 solo a piedi. Entrando si dimentica il caos del traffico e i palazzi maestosi della zona e sembra di ritrovarsi in una street londinese: case basse, strette, i cancelli in ferro battuto, piccoli giardini molto curati e le scalette in pietra che conducono ai decorati portoni in legno. E’ davvero incredibile! La strada nasce intorno al 1910 dalla mente dell’architetto Quadrio Pirani con l’obiettivo di ospitare gli impiegati di alto livello delle sedi politiche e amministrative e di rendere Roma più vicina alle altri grandi città europee.

Coppedè
Progettato da Gino Coppedè nei primi del ‘900, è una commistione di stili architettonici che lo rendono unico e ineguagliabile. Nato per esigenze di edilizia privata, il piccolissimo quartiere, posizionato tra Trieste e Salario, sembra rifarsi allo stile liberty, ma non mancano accenni del modernismo, del neogotico e addirittura del kitsch. Si entra nel piccolo quartiere passando per un grande arco dal lato di via Tagliamento. Sotto l’arco, oltre a due balconi, si trova un grande lampadario in ferro battuto. In piazza Mincio c’è la Fontana delle Rane. Da vedere: i villini delle Fate, il palazzo del Ragno, Villino con Torretta.

Quadraro
Seppur ci siano testimonianze risalenti al 1600, il quartiere nasce agli inizi del ‘900 come una lottizzazione ben progettata con una struttura urbanistica costituita da villini di due o tre piani e circondata da un’ampissima area verde. Durante la seconda guerra mondiale i tedeschi definivano il quartiere "nido di vespe", perché qui risiedevano tantissimi cittadini antifascisti. A Roma in quel periodo si diceva infatti “per sfuggire dai tedeschi, o vai al Vaticano o al Quadraro". Oggi il Quadraro è un museo a cielo aperto di street art dove artisti come Gary Baseman, Alice Pasquini, Jim Avignon e Diavù hanno coperto le pareti esterne dei suoi edifici. Da vedere: Torre del Quadraro, Acquedotto Felice, Porta Furba

Pigneto
Il Pigneto è un quartiere che si estende a forma di triangolo da piazzale Labicano tra le vie Prenestina, Casilina e dell'Acqua Bullicante. Il nome del quartiere si deve alla presenza di una lunga fila di pini, piantati dalla famiglia Caballini, posti lungo il muraglione della settecentesca villa Serventi. Amato dal regista Pasolini, che lo scelse come location del suo primo film "Accattone", negli ultimi anni, ha subito una veloce riqualificazione trasformandosi in uno dei luoghi simbolo della movida romana, soprattutto alla via che taglia il quartiere e che prende l’omonimo nome. Camminando per il quartiere è facile vedere grossi capannoni, testimonianza della vocazione operaia del quartiere, che oggi ospitano uffici e spazi pubblici. Famosissima è la zona dei Villini, costruita sulla scia dell'Aventino o del quartiere Coppedè: villini bifamiliari in stile liberty a uno o due piani e circondati da giardinetti privati.

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